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Fotocamera: immortala l’attimo

Le macchine fotografiche digitali stanno acquistando una sempre maggiore diffusione, anche considerando la caduta dei prezzi degli ultimi tempi, dovuta anche a supporti alternativi piu comodi (Smartphone, Palmari, DsLite… ) che già comprendono questa funzione, tale da portare una macchina digitale di media qualità alla portata di tutte le tasche nell’arco di pochi mesi.

Una fotocamera digitale consente di scattare foto e vederne subito i risultati in un comodo piccolo display (display LCD, che spesso è utile anche per inquadrare la scena) presente sul retro della stessa macchina, consente di cancellare immediatamente le foto non venute bene e di apportare anche semplici modifiche o ritocchi subito dopo lo scatto, il tutto senza spendere niente in rullini. In pochi minuti si può scattare una foto, collegare la macchina digitale alla porta usb del pc per passarvi le foto, eventualmente ritoccare con software di grafica la foto (vedi problema degli occhi rossi) e stamparla su carta fotografica, evitando tutto l’iter del fotografo. Le foto scattate infatti sono semplici file .jpeg (o RAW in caso di Macchine Fotografiche apposite con maggior risoluzione) che vengono salvati su una memoria interna (SD e simili), che si possono stampare tramite la stampante del pc oppure possono essere portate in laboratori fotografici per la stampa. Sono ormai molti gli studi fotografici che si sono attrezzati in questo senso, basterà presentare la scheda di memoria e indicare quali si vogliono portare dal formato digitale al formato cartaceo. Ne esistono anche in internet di simili negozi ‘virtuali’, basterà inviare i files delle foto per ottenere la relativa stampa inviata a casa (i prezzi sono davvero bassi sul Web ma sono aumentati se vi si aggiunge la spesa di trasporto).

Qui di seguito vedremo alcuni degli aspetti principali che si dovranno valutare prima dell’acquisto di una macchina digitale.

Le caratteristiche salienti delle macchine fotografiche digitali

La prima caratteristica che salta all’occhio è la risoluzione in MegaPixel, ossia i milioni di pixel (i puntini che “creano” lo schermo) di risoluzione del sensore della fotocamera digitale. Ormai lo standard medio amatoriale è 5 MP. Chiaramente, maggiore sarà questo valore e più nitida sarà la foto, anche in seguito ad ingrandimenti, in cui solitamente si possono vedere sgranature dell’immagine. Per usi professionali, esistono fotocamere anche da 10-12 e più megapixel. Queste ultime salvano l’immagine in un formato diverso da quelle più economiche: le macchine da 4-5 MP solitamente comprimono la foto in formato jpeg, caratterizzato comunque da un ottimo rapporto qualità/compressione. Le macchine più professionali usano il formato TIFF, meno compresso, che conserva tutte le caratteristiche e le informazioni dello scatto effettuato, anche se producendo un file molto più grosso. A volte è supportato anche il formato RAW, ossia grezzo, senza alcuna compressione. Una foto scattata a 3 megapixel può occupare circa 700-800 kb, una foto scattata a 4 megapixel anche più di un mega. Spesso si può scegliere tra diverse qualità di scatto (media, buona o ottima) o se scattare la foto a un valore di MP inferiore, per risparmiare spazio nella memoria.

Per quanto riguarda il sensore è la componente che cattura la luce proveniente dall’obiettivo, trasformandola in impulsi elettrici che vengono poi elaborati dal microprocessore interno della fotocamera. I più diffusi sono quello CCD (Charge Coupled Device), il più diffuso attualmente e ultimamente potenziato dal SuperCCD, e quello CMOS, più economico, che aveva dato in passato problemi di resa nei colori.

Altro fattore da valutare è lo zoom: molti modelli economici dispongono solo di zoom ‘digitale’, la foto scattata con lo zoom digitale risulterà come se fosse stata ingrandita con un software di grafica (quindi all’aumentare dello zoom digitale utilizzato per la foto aumenterà la sgranatura della stessa). Uno zoom ottico è senza dubbio più performante, 3x sono adatti per foto amatoriali, ma si può arrivare a modelli professionali da più di 10x.

Indispensabile è anche la capacità di memoria della macchina fotografica. Di norma le digitali hanno una memoria interna, di solito 16-32 megabyte, poi ampliabile inserendo nell’apposito slot di espansione una scheda di memoria. Le schede più usate sono le schede SD, xD Card, MultiMedia Card (MMC), SmartMedia. Sony utilizza anche le Memory Stick e Memory Stick Pro. La compatibilità con modelli e dimensioni di memoria variano da macchina a macchina, quindi valutare anche questo prima dell’acquisto. Ormai anche i prezzi delle memorie stanno calando, e con una spesa decorosa possiamo prendere schede da 256 mega o da 512 mega (ci stanno centinaia di foto a risoluzioni medio-buone).

Un altro fattore di cui tenere conto prima dell’acquisto di una digitale è la luminosità, indicata come il rapporto tra la lunghezza focale dell’obbiettivo e il diametro massimo di apertura del diaframma. Un valore molto buono è 2,8, indicato come f2.8 o f/2.8, o 1:2.8. Questo valore indica la capacità della macchina di fare buone foto anche in presenza di scarsa luminosità, più basso è e meglio è.

Ulteriori caratteristiche di cui si può tenere conto possono essere:

  • -il valore di ritardo nello scatto, per scattare più foto in rapida successione.
  • -le caratteristiche ISO della fotocamera (il valore ISO regola la fotosensibilità della fotocamera, valori ISO più alti consentono velocità dell’otturatore maggiori e servono per riprendere soggetti in movimento o in scarse condizioni di luce; di norma le macchine digitali hanno una regolazione automatica dei valori ISO, così come del bilanciamento del bianco (per scattare foto in condizioni di illuminazione artificiale, lampade alogene e fluorescenti…)
  • -eventualmente la possibilità della macchina di registrare video (in genere file .mpeg o .avi, dotati anche di sonoro, ma non di gran qualità)
  • -presenza del flash (praticamente è implementato in tutte le macchine digitali) e delle modalità di autoscatto (quasi sempre presente).
  • -ultima cosa, ma non per importanza, l’alimentazione: di solito le batterie sono semplici pile AA, meglio pensare da subito di munirsi di pile ricaricabili e fare uso parsimonioso del display LCD e dello zoom, vista la voracità delle macchine digitali verso le pile…
Luca Chialastri