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Pokemon Ranger e il Tempio dei Mari: Recensione

Il nono film della serie animata Pokémon porta il titolo italiano di “Pokémon Ranger e il tempio dei mari“. É il quarto ed ultimo film della serie “Advanced Generation”, che vede la giovane Vera e il suo fratellino Max al fianco dei sempre presenti Ash e Brock. In patria è uscito, ovviamente al cinema, il 15 luglio 2006, mentre l’America è seguita il 23 marzo 2007. Sarebbe dovuto arrivare in Italia nel corso dell’estate di quello stesso anno ma, in perfetto accordo coi tre film precedenti che non erano ancora stati distribuiti, è slittato per misteriosi problemi relativi alla distribuzione di Mediaset. Con quasi 2 anni e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia, è arrivato nel nostro paese lunedì 30 novembre 2009, trasmesso dal canale digitale terrestre a pagamento Mediaset Premium Hiro. Non è stato ancora replicato, ma grazie ad internet la distribuzione si è comunque rivelata massiccia.

Il lungometraggio dura all’incirca 105 minuti, cosa che lo rende, finora, il più lungo della serie. Con esso, Hiro ha mandato per la prima volta un film Pokémon nell’originale formato 16:9 (col film 8 aveva adottato un improponibile 4:3).

[Attenzione: sono presenti svariati spoiler sul film!]

LA TRAMA E LE AMBIENTAZIONI
Il movie si incentra sulla presenza di un leggendario Pokémon d’acqua, Manaphy, che, dopo essere stato rubato (ancora sotto forma di uovo) dal pirata Phantom, viene portato in salvo grazie all’intervento di alcuni valorosi Pokémon Ranger, tra i quali uno dei protagonisti del film, il Ranger Jack Walker. Successivamente i nostri quattro eroi faranno la conoscenza del giovane eroe e, assieme a lui e ad alcuni componenti del leggendario Popolo del mare, dovranno portare in salvo l’uovo dalle grinfie del malvagio pirata.

La sorpresa sarà però la schiusa dell’uovo stesso, che avverrà tra le braccia di Vera: da questo momento in poi, il piccolo Manaphy la considererà come la sua mamma. Inizia una nuova avventura, dove questo folto gruppo dovrà condurre Manaphy al leggendario tempio dei mari, individuabile solo dallo stesso Pokémon. Phantom il pirata, però, sarà sempre pronto a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri eroi, tenendo in bilico le sorti del piccolo Pokémon fino all’ultimo momento.

Come si può facilmente dedurre, il lungometraggio ha ambientazione prettamente marittima.Inoltre, le spaggie e i litorali rappresentati sono tutti italiani, dato che il registra Kunihiko Yuyama, assieme alla sua troupe, si recò nel 2005 in Italia, per trarre ispirazione dai panorami mediterranei di Napoli, Capri e Roma. Alcuni fondali sono addirittura paragonabili a precisi luoghi di queste splendide località.

Il movie presenta momenti di vario genere, sia più avventurosi e basati sulle lotte, sia concentrati su flashback e affascinanti leggende, ma anche scene che sottolineano la grande amicizia che lega i protagonisti principali della serie, Ash e Vera; grazie anche ad un commovente addio finale, e ad una ending (intitolata “Together we’ll make a promise”) molto curata e ben studiata, si mette probabilmente in lizza come uno dei migliori e più amati film della serie: questo nonostante la presenza meno massiccia di Pokémon leggendari (soltanto due), che solitamente caratterizza in modo netto i film.

Il consiglio per tutti i fan della serie animata e dei film è di vederlo imprescindibilmente, poichè presenta tutti i migliori caratteri dell’anime Pokémon; chiude inoltre una generazione, quella dell’Advanced Generation, e anche per questo è stato pensato come un “gran finale”, prima dell’avvento della generazione di Diamante & Perla.

IvanAipom93